Cadere più giù
Non è da me
Ho il diritto di sbagliare
Conosco di te
Quello che tu cerchi sempre di non fare
Voglio che il vero
Riviva in me
Per tante cose
Hai ragione tu
Lasciare indietro la fame e il sonno
Non chieder più
Vincendo l’ombra
Vendendo l’anima
Vieni con me
Cercherò di cambiare la mia pelle
Farò tutto ciò che servirà
A nascondere a me stesso
Fino a esser solo
Ciò che vorrai
Da tanto tempo
Lo ripeti tu
La nostra gente resterà a guardare
Non capirà
Senza tremare
Senza mai chiedere
Io riuscirò
Alusa Fallax,Non fatemi caso
Poche donne realmente mi intimoriscono.
Non ci avevo mai riflettuto come ora,così,nel particolare. Forse l’ho fatto spesso ma l’ho negato a me stessa.
Inevitabilmente si andavano a toccare dei tasti più che sensibili,la mia autostima nonché la mia femminilità; la mia femminilità ai miei occhi e agli occhi degli altri.
Ma di un timore che meno somiglia ai brividi di paura e che,invece,si avvicina ad un misto tra preoccupazione e rassegnazione.
Lo so,è abbastanza triste…ancora di più detto da me…ancora di più quando ne ho la consapevolezza.
Per capirci,non sono quelle che fanno delle proprie grazie un’occasione per compiacere e compiacersi e né quelle che,durante una discussione,sentono il bisogno di dimostrare la loro intelligenza.
Né tanto meno le donne fragili.
Quelle che inevitabilmente rapiscono la tua attenzione grazie al loro modo d’essere,alla propria essenza e,quindi,a ciò che dicono,a come lo dicono,a come si muovono e a dove posano gli occhi (particolare importantissimo!).
Che sono se stesse e vanno bene così.