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Questo blog non rappresenta una testata giornalistica (ed infatti si vede) ma un mezzo per giocare con le parole e tenere allenato il cervello. Con l'unico potere che mi è stato donato, cerco di partorire storie che hanno un fondo di verità ma non completamente. Se qualcuno dovesse sentirsi preso in causa o offeso, gli consiglio di abbassare la cresta perchè io me ne lavo le mani. PS: non è importante il cosa ma il come.
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mercoledì, 24 gennaio 2007

Catena letteraria

Prendo la palla di cosentinonico

"COME FUNZIONA?

ALLORA IO SCRIVO DI SEGUITO UNA BREVE DESCRIZIONE DI UN LIBRO CHE MI E' PIACIUTO TANTO, DOPODICHE' SCRIVERO' 3 NOMI DI AMICI/CHE, I QUALI A LORO VOLTA SUL PROPRIO BLOG DOVRANNO INSERIRE UNA DESCRIZIONE DI UN LIBRO CHE A LORO E' PIACIUTO MOLTO E FARE I NOMI DI ALTRE 3 AMICI/CHE A CUI PASSARE LA CATENA. E COSI' VIA."

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Le Cosmicomiche - Italo Calvino

Un libro a cui sono molto legata, sia perchè lego al periodo in cui l'ho letto, sia perchè mi ha catapultato in un mondo fatto di interessi per le scienze e le fantascienze: da questo libro, partono riferimenti a tanti altri; riferimenti letterari,scientifici, (perchè no filosofici) e,paradossalmente (mai parola fu più azzeccata), immaginari.

Suddiviso in racconti inverosimili quali ad esempio Lo zio acquatico e il bellissimo Un segno nello spazio, è un libro che viaggia di pari passo con la follia e la fervida fantasia dell'autore ed interessanti immaginari spaziali. Ultima, ma non meno importante, l'ironia tipicamente calviniana, tanto imitata ma sempre unica e sottile.

Spero che la catena continui con:


http://dionisiako.splinder.com/

http://luomoqualunque.splinder.com/

http://autobiografiadiundandy.spaces.live.com/Blog/

pensato da: ovviamente me alle ore 15:55 | link | commenti (2)
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sabato, 20 gennaio 2007

"Oh è mezzanotte, ti va di farci un goccetto?"
"Ma domani devo alzarmi presto cazzo...vaffanculo sì"
"Allora?La tua vodka è di un dito più liscia, mi racconti che cazzo c'hai?"
"E dammene ancora un po' "
"Sì ma tu dimmi che c'hai"
"Che cazzo c'ho?"
"Ce l'hai con me?Guarda che più di un drink non ti posso offrire"
"Guarda che un drink è solo una minima parte di ciò che mi offri...e lo fai senza nemmeno che te lo chiedo."
"Certo, ti offro una sbornia insieme"
"Sai che cosa vuol dire per me?Sai da quanto tempo qualcuno non mi chiede di fare qualcosa insieme?O anche solo considera la mia persona su questa fottuta, fottutissima terra del cazzo?Nemmeno il mio cane mi si avvicina...ormai son tutti fuori, a bere fra loro, ad offrirsi vodka fra loro; a fare i puttani, a ridere di sta minchia..così,come se niente fosse successo.Hai idea di cosa significhi questa vodka per me?"
"Ora sì, però adesso basta"
"E cazzo,fammela godere!"
"A noi due AMICO"  
"A noi due"

pensato da: ovviamente me alle ore 00:11 | link | commenti (4)
categorie: realtà purtroppo
domenica, 14 gennaio 2007

Passeggiavo per le vie di una città a me tanto cara e altrettanto temuta; una città per la quale non riesco che a provare sensazioni confuse di entusiasmo e tristezza; nella quale ho,inevitabilmente, lasciato situazioni irrisolte che si manifestano con la malinconia che mi accompagna ogni volta che mi trovo lì.

Mi piace, però, distrarmi osservando le persone e quelle piccole cose che, combinate fra loro, creano scenari ideali, quasi perfetti, da film.
Come un musicista che, sorridendo alla folla, faceva rinascere Non ti scordar di me al cui ritornello, gli sguardi delle persone parevano brillare, addolcirsi, colorarsi di sfumature.

In quel momento passavano due corridori che si facevano spazio fra la gente in cappotto e sciarpa, seguiti da una farfalla coloratissima, nonché assolutamente fuori stagione, che sembrava volergli tenere il passo. Poco dopo i due si erano fermati per riprendere fiato e la farfalla, come interdetta, aveva cominciato ad imbizzarrirsi fra le persone, a tracciare le distanze fra le borse e fra le gambe fino a ritrovare la propria strada ed il proprio ritmo.

E’ giusto negarsi e negare qualcosa in ragione del passato?
Vivere il presente all’ombra di ciò che è stato o seguire quel volo confuso sperando di riuscire a trovare la propria strada?

pensato da: ovviamente me alle ore 15:50 | link | commenti
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martedì, 09 gennaio 2007

Quattro donne si ritrovano contemporaneamente nella stessa macchina.
Stessa destinazione.
Un epicentro di energie.
Destinazione centro commerciale, primo giorno di saldi.
L’atmosfera è irreale, la compagnia inedita: raramente si ritrovano tutte e quattro per organizzare qualcosa senza che poi, questo qualcosa, rimanga una mera ipotesi.
I saldi fanno questo ed altro.
Come avvicinare, seppur per un giorno, le mamme alle figlie; rubare un paio di ore al lavoro per vedersi con le amiche; portare finalmente i figli a fare la passeggiata che tanto desiderano, con il solo scopo di accaparrarsi l’offerta.
La psicosi di fine gennaio.

Il primo giorno di saldi è per noi donne un evento, ancora di più del pranzo di Natale, del matrimonio dell’amica; più importante addirittura degli appuntamenti che dimentichi a favore di un bel cappotto nuovo.
Un gruppo di donne inviperite ti si avvicina, quasi spintonandoti con i propri morbidi fianchi vissuti, per aggiudicarsi un posto in più in fila per la cassa.
E le vedi tenere in braccio una decina di mutande e perizomi (ommioddio), che magari indosseranno una sola volta o che hanno comprato solo per fare invidia alle amiche,ma che sembrano abbracciare con un simile istinto materno probabilmente mai avuto. E con estrema gelosia.

Nonostante la faticaccia, nonostante essermi sentita, una volta fuori dal centro, come chi ha appena scalato una montagna e nonostante aver riconfermato la mia idea sulle donne, mi sono divertita; sono stata bene.
Per una volta non ho dovuto farmi i conti in tasca, non ho dovuto guardare ripetutamente l’orologio perché ero parte di quel luogo e non me ne sentivo solo un’estranea osservatrice.

pensato da: ovviamente me alle ore 11:49 | link | commenti (2)
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