ALLORA IO SCRIVO DI SEGUITO UNA BREVE DESCRIZIONE DI UN LIBRO CHE MI E' PIACIUTO TANTO, DOPODICHE' SCRIVERO' 3 NOMI DI AMICI/CHE, I QUALI A LORO VOLTA SUL PROPRIO BLOG DOVRANNO INSERIRE UNA DESCRIZIONE DI UN LIBRO CHE A LORO E' PIACIUTO MOLTO E FARE I NOMI DI ALTRE 3 AMICI/CHE A CUI PASSARE LA CATENA. E COSI' VIA."
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Le Cosmicomiche - Italo Calvino
Un libro a cui sono molto legata, sia perchè lego al periodo in cui l'ho letto, sia perchè mi ha catapultato in un mondo fatto di interessi per le scienze e le fantascienze: da questo libro, partono riferimenti a tanti altri; riferimenti letterari,scientifici, (perchè no filosofici) e,paradossalmente (mai parola fu più azzeccata), immaginari.
Suddiviso in racconti inverosimili quali ad esempio Lo zio acquatico e il bellissimo Un segno nello spazio, è un libro che viaggia di pari passo con la follia e la fervida fantasia dell'autore ed interessanti immaginari spaziali. Ultima, ma non meno importante, l'ironia tipicamente calviniana, tanto imitata ma sempre unica e sottile.
Spero che la catena continui con:
http://dionisiako.splinder.com/
Passeggiavo per le vie di una città a me tanto cara e altrettanto temuta; una città per la quale non riesco che a provare sensazioni confuse di entusiasmo e tristezza; nella quale ho,inevitabilmente, lasciato situazioni irrisolte che si manifestano con la malinconia che mi accompagna ogni volta che mi trovo lì.
Mi piace, però, distrarmi osservando le persone e quelle piccole cose che, combinate fra loro, creano scenari ideali, quasi perfetti, da film.
Come un musicista che, sorridendo alla folla, faceva rinascere Non ti scordar di me al cui ritornello, gli sguardi delle persone parevano brillare, addolcirsi, colorarsi di sfumature.
In quel momento passavano due corridori che si facevano spazio fra la gente in cappotto e sciarpa, seguiti da una farfalla coloratissima, nonché assolutamente fuori stagione, che sembrava volergli tenere il passo. Poco dopo i due si erano fermati per riprendere fiato e la farfalla, come interdetta, aveva cominciato ad imbizzarrirsi fra le persone, a tracciare le distanze fra le borse e fra le gambe fino a ritrovare la propria strada ed il proprio ritmo.
E’ giusto negarsi e negare qualcosa in ragione del passato?
Vivere il presente all’ombra di ciò che è stato o seguire quel volo confuso sperando di riuscire a trovare la propria strada?
Quattro donne si ritrovano contemporaneamente nella stessa macchina.
Stessa destinazione.
Un epicentro di energie.
Destinazione centro commerciale, primo giorno di saldi.
L’atmosfera è irreale, la compagnia inedita: raramente si ritrovano tutte e quattro per organizzare qualcosa senza che poi, questo qualcosa, rimanga una mera ipotesi.
I saldi fanno questo ed altro.
Come avvicinare, seppur per un giorno, le mamme alle figlie; rubare un paio di ore al lavoro per vedersi con le amiche; portare finalmente i figli a fare la passeggiata che tanto desiderano, con il solo scopo di accaparrarsi l’offerta.
La psicosi di fine gennaio.
Il primo giorno di saldi è per noi donne un evento, ancora di più del pranzo di Natale, del matrimonio dell’amica; più importante addirittura degli appuntamenti che dimentichi a favore di un bel cappotto nuovo.
Un gruppo di donne inviperite ti si avvicina, quasi spintonandoti con i propri morbidi fianchi vissuti, per aggiudicarsi un posto in più in fila per la cassa.
E le vedi tenere in braccio una decina di mutande e perizomi (ommioddio), che magari indosseranno una sola volta o che hanno comprato solo per fare invidia alle amiche,ma che sembrano abbracciare con un simile istinto materno probabilmente mai avuto. E con estrema gelosia.
Nonostante la faticaccia, nonostante essermi sentita, una volta fuori dal centro, come chi ha appena scalato una montagna e nonostante aver riconfermato la mia idea sulle donne, mi sono divertita; sono stata bene.
Per una volta non ho dovuto farmi i conti in tasca, non ho dovuto guardare ripetutamente l’orologio perché ero parte di quel luogo e non me ne sentivo solo un’estranea osservatrice.